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La Scala Fenicia

Scala feniciaLe uniche testimonianze della dominazione greca sono attualmente visibili sulla Scala Fenicia e sulle mura che cingono la stazione superiore della funicolare nella Piazzetta di Capri. L'acropoli nel VII e VI secolo a. C., sottostante il Monte Solaro, era accessibile dal porto di Marina Grande grazie ad un tracciato a serpentina che saliva quasi in verticale la montagna, in parte con riporti in pietra viva ed in alcuni tratti scalpellando direttamente gli scalini nella roccia secondo un sistema tipicamente greco.
Già in epoca romana vi fu un primo restauro, l'ultimo dei quali risale al 1998. Gli scalini da percorrere attualmente sono 921 per una lunghezza di 1,7 km. da praticare sicuramente con scarpe adatte. Il percorso inizia nella zona di Palazzo a Mare, antica residenza dell'imperatore Augusto a Capri.
Dal porto si percorrono a piedi circa 400 metri e sulla destra una rampa in mattoni ed un evidente mattonella in maiolica indicano l'inizio della scalinata. Poco distante ci si può soffermare a fare una breve visita alla Chiesa di S. Costanzo, che custodisce all'interno le antiche spoglie del patrono di Capri. Prima dell'attuale chiesa doveva sorgere, fra gli edifici superstiti dell'età greca e romana, una più antica chiesa basilicale. Il nucleo iniziale presenta il tipico schema a croce greca racchiusa in un quadrilatero con 12 colonne, di cui 4 reggono all'incrocio dei bracci l'alta cupola cilindrica ad 8 finestre. Quattro delle colonne di giallo antico e di cipollino provenienti dalla villa imperiale vicina furono sostituite nel 1750 con grigie colonne di granito. La Scala sorge nel mezzo dell'abitato caprese con le tipiche terrazze a colonne, abbellite da magnifiche limonaie. Il primo tratto è caratterizzato da una fitta lecceta e da un ricco sottobosco. Alcune targhe in maiolica indicano le sette croci, incise sulla pietra viva, per volontà dei vescovi di Capri, a protezione delle pietre che in questo tratto sono minacciose. Infatti, il costone roccioso è cinto da una rete metallica, per intrappolare le pietre pericolanti che continuamente si staccano.
L'ultimo tratto della Scala sottostante la strada provinciale incontra la Cappella di S. Antonio, patrono di Anacapri. Un'umile casa con un frontoncino e un campaniluzzo a forma di edicole funerarie, più volte ricostruita a causa delle frane. La Cappella di S. Michele sottolinea la fine della Scala insieme all'antica porta in muratura, chiamata "Porta della differenza" che delimitava il confine fra i due comuni dell'isola. La Scala è rappresentata in diversi quadri con le eroiche donne che magistralmente scendevano a vendere i loro prodotti al borgo marinaro con pesi sulla testa e risalivano con materiale da costruzione o acqua fresca della sorgente di Truglio.

Ultima modifica:

25/11/2016

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