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La Migliara

La MiglieraAi piedi del Monte Solaro, sulla destra di Piazza Vittoria, inizia una stupenda passeggiata su un percorso piano, privo di difficoltà. A Via Caposcuro, dove parte la seggiovia, si prosegue su Via Migliera e poco dopo il cimitero si trova la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, la più antica parrocchia di Anacapri, in località Catena. Ricostruita nel XVII secolo su una chiesa esistente, forse del XIV secolo, si articola in un'unica navata sormontata da due crociere ogivali e dotata di un piccolo pulpito. La facciata è sormontata dalla cella campanaria e da un viale con giardino, adibito un tempo a cimitero. La strada risale al tempo dei romani e fu costruita per collegare il centro di Anacapri con il belvedere. Qui sono stati trovati resti della costruzione imperiale, tasselli di mosaici di vetro ed intonaci colorati.
Si prosegue attraverso grossi vigneti, orti colorati, pergolati di limoni, secolari querce cinte dall'edera ed eleganti case con giardini ben curati.
Quasi alla fine ci si incuriosisce alla vista dell'insolito Parco Filosofico. Alcune ceramiche, di noti artisti capresi, riportano frasi filosofiche per offrire momenti di riflessione. L'artefice è un economista svedese di fama internazionale, il Prof. Gunnar Adler-Karlsson, che insieme alla moglie Marianne, hanno lo scopo di preservare nella macchia mediterranea quest'area di meditazione. All'ingresso del Parco un libretto azzurro appeso al cancello, intitolato "Riflessioni sulla saggezza Occidentale", scritto dal professore, invita ad entrare in una sorta di visita guidata. La coppia svedese vive di fronte, in una dimora che fu del filosofo tedesco Willy Kluck, più noto come l'"eremita della Migliera", che raggiunse Capri nel 1929.
Saziati nel corpo e nella mente lo spettacolo che si apre qualche metro più avanti è di particolare fascino. E' una gola rocciosa che sprofonda nel mare di Punta Carena, dove sontuoso si erge il Faro. La brezza marina porta fin su il sapore salmastro ed il silenzio è rotto da una miriade di gabbiani e dal volo austero del falco pellegrino, che nidifica proprio su queste rocce selvagge. Salendo sul tracciato a sinistra del belvedere il respiro tende a mancare alla vista di Punta Ventroso e dei Faraglioni sullo sfondo.
Tra marzo e giugno tutta la montagna è invasa dalle gialle ginestre, dalla lithodora, il fiore "Blu di Capri", e da profumati cespugli di rosmarino.Appena prima del punto di osservazione, percorrendo una stradina in terra battuta a sinistra, si incontrano una statua della Madonna, una grande croce di ferro e, continuando, si arriva ad un belvedere più piccolo che domina i Faraglioni.

Ultima modifica:

01/12/2016

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