Castello Barbarossa

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Castello Barbarossa

Il Castello Barbarossa, la cui costruzione risale ad un periodo compreso tra l'undicesimo ed il tredicesimo secolo, si erge su di un fianco del Monte Solaro, a 412 metri sul livello del mare.
Nel 1948 Axel Munthe dona allo Stato svedese la Villa S. Michele e il Monte Barbarossa per tutti gli studenti, artisti, scienziati e giornalisti che condividano i suoi stessi sentimenti. Il museo amministrato dalla Fondazione svedese è aperta al pubblico tutto l'anno, il giovedì pomeriggio è possibile effettuare visite guidate al castello e all'Oasi del WWF.

Il percorso dominato dalla macchia mediterranea è di grande suggestione. Ci si trova immersi, specie tra maggio e giugno in distese gialle di ginestre e tappeti di orchidee dalle diverse sfumature del rosa. Sulla sommità del monte Barbarossa, che prende il nome dal corsaro Khai-ed- Din, che nel 1535 bruciò il castello, è a disposizione della Swedish Bird Station di Ottenby che, in collaborazione con l'Istituto Nazionale di Biologia della Selvaggina di Bologna e con la Lega Italiana Protezione Uccelli, vi svolge ricerche sugli uccelli migratori.

Il Castello di Barbarossa fu opera del Ducato indipendente di Amalfi e risale alla fine del IX secolo. La sua posizione geografica consentiva il controllo del mare sia sul versante del golfo di Salerno che su quello di napoli, proprio alle falde del Monte Solaro. I lavori in quest'area, con fini completamente diversi, ripresero alla fine dell'Ottocento proprio da Axel Munthe, archeologo per passione. Il simbolo dell'Oasi è il Falco Pellegrino. Sono presenti anche rettili endemici come la Lucertola Azzurra, inoltre, è stato allestito un "Sentiero della Natura, un "Giardino delle Farfalle" ed un "Giardino delle Felci", il tutto attrezzato con bacheche didattiche.