L'oro di Capri (MF Gentleman 05/06/2006)
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«Capri, regina di roccia, nel tuo vestito amaranto e giglio...». Così scriveva Pablo Neruda nel 1952. Il poeta cileno fu solo uno dei tanti artisti ad amare l'isola partenopea. Ne colse una veste, quella naturale, fatta di panorami mozzafiato e dei colori dell'architettura e della natura: bianchi lucenti, azzurri lapislazzuli, giallo limone. Altri l'hanno amata per la sua veste moderna: da quasi due secoli l'isola è una delle sue mete preferite dal jet set internazionale. E poi c'è la storia, la cultura, la tradizione. Oggi, Capri, quale veste indossa? È ancora come negli anni 60, quando la piazzetta Umberto I era la passerella dei personaggi più in voga del momento, o è diventata semplicemente un buen retiro, come lo fu per gli imperatori romani, che da quelle ventilate colline controllavano un impero sconfinato? «Capri è cambiata negli ultimi 50 anni, come è cambiato il mondo. Ma ci sono luoghi e valori che sono rimasti identici».
A rispondere è Tonino Cacace, proprietario dell'Hotel Capri Palace, un cinque stelle superlusso, immerso nella folta vegetazione di Anacapri, con una Spa che funziona da centro estetico ma promuove anche i programmi super specializzati di salute e benessere. Cinquantaquattrenne attraente e di vasta cultura, Cacace può essere considerato la nuova stella dell'ospitalità mediterranea e sull'isola ha tanto da raccontare. «Capri possiede il genius loci, un magnetismo che poche località ala mondo hanno. Sarà per questo che tanto se ne è scritto e parlato. Chi arriva è pervaso dalla suggestione del mito, da una serie di sensazioni che poi qui ritroverà». Capri quindi rimane unica». Può essere paragonata a Portofino e Saint-Tropez, perché come queste ha visto passare regnanti, politici, stelle del cinema, intellettuali. Stessa cosa si può dire per Porto Cervo, costruita negli anni 70 dall'Aga Khan, che in pochi decenni ha raggiunto il lustro e la fama delle altre. Ma tutte queste località mancano della storia o del mito di Capri». Motivo numero uno per cui i turisti, italiani e stranieri, giovani e meno, continuano ad approdare numerosi e per il quale molti personaggi noti vi hanno preso dimora. Perché Capri è punto di incrocio fortunato di clima, natura, gastronomia, divertimento e paesaggio.
Un altro aspetto che rende l'isola sempre attuale sono le sue due anime: Capri e Anacapri. «La prima rimane il luogo edonistico per eccellenza, spiega Tonino Cacace. «Molti di coloro che ci arrivano non lo fanno per il mare, ma per trovarsi in piazzetta o fare shopping su via Camerelle, vetrina internazionale dei marchi del momento. Anacapri, invece, ha mantenuto un aspetto più vicino alla tradizione». È la parte occidentale dell'isola di Tiberio, quella più esposta al mare aperto, che, in secolare contrapposizione con Capri, si sviluppa sul pianoro ai piedi del Monte Solaro. Già nell'800 era meta prediletta di scrittori, poeti e intellettuali, in ricerca di pace e natura incontaminata. Per le sue strade, via Orlandi in testa, si trovano ancora le botteghe artigiane: scarpe di corda, pizzi, ceramiche, maglie di mohair. Il 13 giugno, a sa
lutare l'estate, c'è la festa del patrono, sant'Antonio: una processione che è rimasta identica da secoli e che attira molto i turisti. «Queste due anime hanno permesso all'isola di trovare un equilibrio», spiega Cacace. «Mentre si viene incontro all'esigenza del turista internazionale che vuole agi, novità, divertimento e lusso, nello stesso tempo non si rischia l'omologazione». Per far capire la differenza qualitativa tra le due parti dell'isola azzurra, Tonino Cacace racconta un piccolo aneddoto, «Ho avuto diverse volte ospite nel mio hotel l'attore Harrison Ford. Lui si stupiva che, uscendo per una passeggiata lungo i viottoli di Anacapri, nessuno lo fermasse, gli chiedesse un autografo. Era felice di poter girovagare come un qualsiasi turista. Gli spiegai che gli abitanti del posto sono abituati a vedere gente famosa e che sono rispettosi e non invadenti. I protagonisti del jet set sono rispettati e protetti in certi punti, ma molto esposti in altri. E anche questo parla della doppia personalità di Capri. Quando venne Julia Roberts, eravamo riusciti a farla approdare di notte per non essere sorpresi dai paparazzi. Per una settimana, nessuno seppe che l'attrice e il suo compagno di allora erano ospiti in una mia suite. Poi lei decise, contro il mio parere, di fare jogging lungo la strada panoramica. Finì su tutti i giornali». Il doppio ingrediente: teatro e passerella ma nello stesso tempo la sensazione di essere a casa. Questo rende Capri ciò che è, da sempre. Una cosa è però certa: è una meta eterna anche perché non ha venduto l'anima al progresso. «Merito dell'ubicazione lontana dalla terraferma e di leggi urbanistiche piuttosto restrittive che hanno permesso di frenare la speculazione edilizia», dice Cacace. «Arrivando al porto, il panorama è lo stesso di 50 anni fa».
Ci sono comunque delle novità per l'estate 2006 che riguardano Anacapri. Dopo aver ristrutturato completamente il Mariorita, la più grande boutique dell'isola, situata nel centro turistico di Anacapri e che prende il nome dai suoi genitori, che fondarono l'hotel negli anni 60, Cacace ad aprile ha aperto la prima boutique per bambini. È un grande negozio, si chiama Acquamarina ed è proprio sotto il Capri Palace», spiega Cacace, «il Mariorita, invece, è sempre più un contenitore per le varie griffe e nell'arredo rispecchia un po' l'atmosfera di sobria eleganza che caratterizza la hall del nostro albergo, con pezzi del '700 caprese». Quando si parla di stile, l'hôtelier diventa di nuovo protagonista. Un paio d'anni fa, il suo look è stato citato persino dal New York Times, e indubbiamente ha lanciato una moda: camicie e pantaloni di lino e le famose zattatiglie, le scarpe di stoffa e corda prodotte da un artigiano del posto, definite le calzature più cool del momento. «Anche quando lavoro», spiega Cacace. «mi piace stare comodo. E in questo modo metto a loro agio i clienti, che finiscono per ispirarsi al mio modo di vestire». Per addentrarsi nell'atmosfera di Capri, non si può non accennare alla storia di questo patron, un buon mix di contraddizioni che hanno saputo trasformarsi in fortuna. Quando era giovane tutto voleva fare tranne dirigere l'azienda di famiglia e ora, a distanza di 30 anni, si trova a gestire uno dei più begli hotel dei mondo grazie a una cultura classica e a un notevole charme personale. «Da giovane volevo fare il pilota. Amavo le donne, volevo viaggiare, mi piaceva l'arte. Mi sono laureato in legge a oxford. Insomma, a 23 anni, quando mio padre scomparve, ero tutto tranne che un uomo d'affari pronto a prendere le redini dell'hotel, che allora si chiamava Europa e aveva quattro stelle. Ma studiare mi ha aperto la mente e permesso di fare scelte che hanno alla lunga fruttato». Per esempio, l'Hotel Capri Palace è stato il primo in Italia, e uno dei primi in Europa, a fornire alcune suite di piscina privata. Oggi, dopo l'imponente opera di restyling, che ha creato anche un appartamento da 150 metri quadrati, con vetrate sul Golfo di Napoli, giardino pensile da 400 metri quadrati e piscina privata (apprezzato dalle star che cercano la massima tranquillità), è entrato a far parte del prestigioso gruppo The leading small hotels of the world. Un buen retiro di lusso, insomma, giocato molto sui contrasti tipici dell'isola: una prevalenza di bianco e oro che ricorda il calore mediterraneo, arredi del XVIII secolo e installazioni di arte contemporanea come le opere di Fabrizio Plessi e il mosaico della piscina principale curato dall'artista Velasco. Sebbene sia un crocevia di illustri personalità, il Capri Palace rimane un hotel a conduzione familiare. «Tutto lo staff, dai camerieri agli addetti alla manutenzione, si rivolge ai clienti in italiano. Così non si perde mai di vista che siamo in un posto tipico che vuole rimanere tale». Coerentemente con questo pensiero, Cacace è a capo di una fondazione per il recupero delle tradizioni e dell'artigianato locali, «perché i giovani non siano costretti ad abbandonare l'isola e continuino a rappresentare un valore», spiega. Capri, comunque, continua ad attirare anche i giovani, segno che la sua immagine non è rimasta ancorata all'icona del passato, ma continua a evolversi. Molti i personaggi che l'hanno resa celebre nel passato e molti quelli che contribuiscono alla sua celebrità anche oggi. «La famiglia Della Valle e i Cordero di Montezemolo, per esempio, hanno comprato casa a pochi passi dal mio hotel. Persone straordinarie, ottimi amici. Quando sono in vacanza, si rilassano e dimenticano chi sono nella vita di tutti i giorni». Sarà l'antica magia dell'aria di Capri.