Speciale Capri & Anacapri (Radiocorriere Tv 15/06/2005)
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Anacapri è l'antagonista-protagonista di questa storia tutta isolana. Non si può certo dire che abbia qualcosa di meno del suo comune gemello; entrambi vivono la loro propria felice realtà.
Quando si arriva ad Anacapri si percepisce un'armonia che t'investe come fa il vento d'estate. Alla mondanità ed alla folla della "Piazzetta" di Capri, questo comune contrappone il suo fascino discreto, essendo meno nota alla ribalta internazionale, più nascosta ed intima ma certamente più suggestiva Collocata sul versante occidentale dell'isola su un altopiano che culmina con il monte Solaro, con le sue bianche case immerse nel verde degli uliveti e dei vigneti, abbraccia tutta la costa occidentale, dove scintilla il mare del colore dei lapislanuli.
La bellezza aspra e selvaggia dei suoi scenari naturali, le stradine del centro storico che si insinuano tra i caseggiati, i sentieri che si diramano fino al mare attraverso la campagna terrazzata, la magia di luoghi tranquilli anche nei periodi più frequentati della stagione fanno di questo comune una piacevole "scoperte". Ovunque si volga lo sguardo ci si può sentire dentro ad una cartolina. Ma ciò che rende unica l'atmosfera è l'ospitalità dei suoi abitanti, la semplicità del modo di vivere e quella sensazione di familiarità che colpisce e coinvolge l'ospite che arriva dalla metropoli. Si riscopre cosi il desiderio delle lunghe passeggiate, degli incontri, dei rapporti con gli altri per ritrovare te stesso, si sente il placido rumore della fauna estiva che allieta le passeggiate e si respira il salmastro fino ad alta quota. Dovunque c'è qualcosa che cattura lo sguardo e i sentimenti: dal panorama mozzafiato del Monte Solaro e della Migliera, a quello della villamuseo di Axel Munthe dai pittoreschi tramonti della villa imperiale di Damecuta, alle spettacolari mareggiate del Faro di Punta Carenaancora dalle passeggiate storiconaturalistiche per i sentieri e "fortini", alla storia ed all'arte della chiesa di San Michele, della Casa Rossa, dell'eremo di Cetrella e della Capri in Miniatura. Questo comune ha davvero tanto da offrire ed in una forma più rilassata, che non subisce la frenesia del 'turismo a tutti i costi".
Mario Staiano, primo cittadino di Anacapri, per nove anni assessore alla cultura, sa bene cosa significhi vivere in questo comune: «Dobbiamo continuare a valorizzare la cittadina nella sua identità distinta da Capri e puntare su un suo ruolo turisticoculturale anche nel periodo invernale». Da non perdere sono la festa del Santo patrono, S.Antontonio, il 13 giugno e la "Settembrata Anacaprese": la famosa sfilata in costume dell'epoca rappresentata (ogni anno cambia il tema) con annesse manifestazioni canore, sportive e serate gastronomiche offerte dalle quattro contrade in cui è diviso storicamente il territorio di Anacapri, ed ancora balli in una cornice cittadina addobbata per l'occasione con festoni e fiori dai balconi.
Un'invidiabile meraviglia naturale di cui questa gente può essere orgogliosa è certamente la Grotta Azzurra, con le sue acque da paradiso perduto, di quel color cobalto che rende tanto speciale una gita in barca, che mette voglia di tuffarsi per immergersi in quei lidi nascosti che invitano a sognare. Per entrare bisogna prendere una delle piccole barche a remi ormeggiate all'esterno della grotte; dopo aver pagato il biglietto si entra nella grotta stando distesi sul fondo della barca, in quanto l'ingresso è molto angusto. In effetti esiste un secondo ingresso di maggiori dimensioni, ma completamente sommerso; proprio questo ingresso sottomarino permette la colorazione azzurra delle acque all'interno della grotta per un fenomeno di riflessione della luce solare. Una volta all'interno lo spettacolo è quasi surreale, la trasparenza e l'azzurro dell'acqua danno l'impressione di navigare in un cielo terso e le barche sembrano galleggiare in un universo sconosciuto. La Grotta Azzurra era nota sin dal tempo dei Romani, e l'imperatore Tiberio ne fece un suo Ninfeo personale (sul fondo della grotta sono state trovate delle statue di divinità pagane risalenti al periodo romano), in seguito rimase sconosciuta, anche perché i pescatori dell'isola credevano che vi dimorassero spiriti maligni.
Solo il 18 Aprile 1826 fu riscoperta e restituita al mondo dal pittore tedesco August Kopisch e dall'amico Ernst Fries, accompagnati dal pescatore Angelo Ferraro. Da allora la grotta è stata visitata da migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Di Anacapri si può dire che, visitandola trecentosessantacinque giorni l'anno, la si trova ogni volta diversa e si scopre di continuo qualcosa di nuovo. Furono soprattutto scrittori, poeti, intellettuali stranieri a farne una mete predilette, a partire dall'Ottocento, per chi era alla ricerca di pace e di una natura ancora incontaminata, rustica e silenziosa, più sommessamente elegante della vicina Capri, già avviata verso un turismo più commerciale, sulla cui scia l'antico paesino di pescatori e contadini si è andato modificando.
Non si può perdere qui la caratteristica via Capodimonte, fitta di negozi, che raggiunge villa S. Michele, appartenuta a Axel Munthe, con il suo bel giardino e lo splendido panorama sul versante settentrionale dell'isola.
Munthe era il medico della numerosa colonia di artisti scandinavi a Parigi. Alla medicina dedicò gran parte della sua vita. Medico di molti personaggi importanti quali i reali di Svezia, non disdegnò di offrire il suo aiuto a chiunque, povero o ricco, abbisognasse della sua opera. Villa San Michele fu la sua residenza fra il 1896 ed il 1910. Proprio in seguito alla grave epidemia partenopea del 1884.
Giunse per la prima volta ad Anacapri, laddove, folgorato da tale bellezza, decise di stabilirsi definitivamente nel 1887 e di esercitare la professione di medico condotto. Scrisse anche numerosi libri di cui il più importante fu "La Storia di Sari Michele" nel quale Munthe descrive, spesso con molta fantasia, la storia della sua vita, per molti versi legata alla dimora anacaprese.
La fantasiosa architettura della sua villa (tuttora visibile) fungeva da cornice alle collezioni del suo proprietario e, contemporaneamente, sottolineava la bellezza del paesaggio. Gli edifici e le collezioni rispecchiano un gusto romantico, simbolista, tipico dello spirito di quel secolo. Quanto alla provenienza degli oggetti riscontriamo reperti di epoca romana, etrusca ed egizia. Egli scrisse: "La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alla voce del mare, come un tempio greco e luce, luce, luce ovunque!”.
La Villa San Michele è situata infatti sul versante nordorientale di Anacapri, a 327 metri di altezza dal livello del mare. Vi invitiamo poi a visitare, in una via raccolta e silenziosa di Anacapri, lo studio abitazione di Sergio Rubino, altra dimoramuseomostra, che trasuda arte ovunque. Il suo “Ortus conclusus” medievale, ospita opere in ceramica sparse tra le calendule, edere, limoni e pergolati d’uva. Le sue statue in ceramica (come il Pulcinella a grandezza naturale che mangia spaghetti o quelli che cantano serenate al mandolino) sono così ben fatte che sembrano vive.
In questo luogo nascono le opere di Rubino, artista ceramista, acquerellista, pittore, scultore, noto dalla Cina a Manhattan, e ancora decoratore delle ceramiche dell'isola di Capri e della sua famosa e grandiosa riproduzione in miniatura, di una perfezione che supera la realtà. Lestro geniale di questo artista stimato là di ogni sua opera una cosa unica, la firma di un momento che ha fissato nella materia l'incanto della natura, il valore di un talento sommo e, per chi lo conosce, la sensibilità di un cuore felice.
I nostri consigli finali: visitate Arredamenti Giovanni Tessitore, Ristorante Aumm Aumm e non fatevi sfuggire la Pensione Villa Eva. Benvenuti ad Anacapri, l'altra metà del cuore pulsante dell'isola più famosa del golfo di Napoli.